La guerra di Obama ai poveri.
Cato Daily Podcast del 4 novembre
La guerra di Obama ai poveri.
Cato Daily Podcast del 4 novembre
abr:
Moriremo tutti. Ma non quest’inverno.
“Eppure lo scorso anno abbiamo vissuto come se niente fosse, e non ci siamo neppure vaccinati. Sapete perché? Perché il telegiornale non ha raccontato niente”.
Trovo sia abbastanza complottismo-style e con alcune inesattezze e molti commenti al post spiegano meglio la situazione.
Io l’anno scorso il vaccino l’ho fatto perché dovevo andare via. Quest’anno non vado da nessuna parte e quindi non lo faccio. Non seguo né la tv italiana né i giornali italiani quindi non percepisco il panico montante.
Ho davanti agli occhi il business plan di una società nel campo della cosiddetta Green Energy: il 55% dei ricavi previsti provengono dalla vendita dei certificati verdi, ovvero, in altre parole, sussidi pubblici, più o meno diretti. La società macina margini stratosferici: ebitda al 55% dei ricavi, utile netto al 17% dei ricavi e 8% dell’investimento previsto. Leverage, ovviamente, alle stelle: 95%. Paradosso: l’energia necessaria per l’impianto conviene comprarla dall’Enel, e rivendere tutta l’energia prodotta. C’è infatti un margine favorevole tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto. Togliete i sussidi: la società produrrebbe perdite enormi, il business plan non starebbe più assolutamente in piedi, i libri dovrebbero essere immediatamente portati in tribunale. In sintesi: noi paghiamo di più l’energia, per consentire ad altri di guadagnare margini stellari da attività economicamente assolutamente non lucrative.
Welcome to the world of Green Energy.
AL FIANCO DI GIORGIO FIDENATO!
The board of Icann voted at its annual meeting in Seoul to allow domain names in Arabic, Chinese and other scripts.
More than half of the 1.6 billion people who use the internet speak languages with non-Latin scripts.
It is being described as the biggest change to the way the internet works since it was created 40 years ago.
Io mi prenota già per 部落.org :)Lombardi ha sottolineato che bisogna prendere molto sul serio l’attacco di Giulio Tremonti, “poiché è forse l’unico ministro delle finanze al mondo che nella sua precedente professione quale giurista finanziario ha lui stesso trasferito importanti somme sui conti svizzeri. Conosce quindi perfettamente l’argomento”.
In seguito alla raffica di controlli nelle filiali italiane delle banche elvetiche, mercoledì il Dipartimento federale degli affari esteri aveva convocato l’ambasciatore italiano a Berna per avere da lui i necessari chiarimenti. Dal canto suo, il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz aveva dichiarato che la Svizzera “non starà a guardare e valuterà le misure necessarie per difendere la piazza finanziaria ticinese”.
A parte la meravigliosa frecciatina a Tremonti, dico qui pubblicamente che se la Svizzera invaderà lo Stato italiano, io sarò il primo dei collaborazionisti :)Il Ministero della Propaganda ha colpito ancora. Martedì scorso, in 22 città italiane, si sono registrati una serie di blitz degli scagnozzi del Tesoro (Guardia di Finanza ed ispettori dell’Agenzia delle Entrate) nelle sedi delle banche svizzere operanti nel nostro paese ed in alcuni istituti che hanno “la colpa” di operare con intermediatori finanziari elvetici. E’ impensabile che l’enorme mole di dati raccolti durante questo show possa venire veramente analizzata alla ricerca di chissà quali irregolarità. Fra l’altro, le agenzie delle banche svizzere che risiedono nel territorio italiano sono soggette alle medesime regole degli altri istituti di credito, sono sotto la vigilanza della Banca d’Italia e difficilmente saranno così sprovvedute da tenere informazioni riguardanti conti off-shore dei loro clienti. Per lo più esse svolgono l’importante lavoro di appoggio per le imprese italiane che fanno affari nella Confederazione. I modi scelti dalle autorità italiane per svolgere questi accertamenti hanno lasciato esterrefatte le controparti elvetiche, che hanno mostrato il proprio disappunto chiedendo un incontro con i nostri rappresentanti diplomatici in Svizzera. Qual è allora il vero obiettivo di questo sguinzagliamento di cani pubblicizzato ed amplificato dai media? Non sarà mica una mossa del nostro ministro in calzamaglia per cercare di mettere un po’ di paura a chi detiene capitali all’estero e spingerli ad “approfittare” dello scudo fiscale?
Continua su Snow Crash…