July 23, 2008
Il colpo di grazia all’unità della maggioranza sul caso Englaro arriva oggi dal deputato Benedetto Della Vedova che con rabbia e decisione ha messo insieme dieci deputati del partito della Libertà (Margherita Boniver, Roberto Calderisi, Enrico Costa, Lella Golfo, Chiara Moroni, Fiamma Nirenstein, Francesco Nucara, Alfonso Papa, Mario Pepe) e ha presentato una mozione perchè sia “rispettata la libertà terapeutica. Lo Stato di diritto è con Eluana”. I deici deputati della pdl, una sorta di avamposto di laicismo nel partito di Berlusconi, chiedono (“impegnano”) il governo “a completare la ratifica della Convenzione di Oviedo e a compiere gli atti necessari per dare ad essa piena e intera esecuzione”; a promuovere e completare a livello parlamentare la discussione sul testamento biologico “avendo cura di non porre in dubbio o contraddire i principi dell’ordinamento (a partire dall’articolo 32 della Carta, ndr) che fondano la legittimità del rapporto terapeutico sul principio del consenso e sulla indisponibilità della vita e della volontà dei pazienti”. Fare una legge quindi, perchè necessaria, col presupposto del “principio della libertà terapeutica, riconosciuto nel contestato pronunciamento della Corte di Appello di Milano, e che già oggi un ampio e univoco riscontro nell’ordinamento giuridico italiano”.
Ogni tanto qualche buona notizia: il PdL non è al 100% Ferrarizzato
July 22, 2008

Italia, 2008

ilgobbomalefico:

Il poliziotto mi ha detto che non succederà nulla se le cose rimangono come adesso, ma che io sono libero di rimettere il banner, sapendo però che c’è qualcuno che potrebbe denunciarmi per questo. Questa non è proprio censura in effetti, ma un modo tutto italiano di ottenere lo stesso risultato: non è che ti impediamo di fare una cosa, tu la puoi fare, ma sappi che se lo fai dovrai vedertela con gente molto più potente di te che, magari anche a torto, può vincere in tribunale perché si può permettere dei buoni avvocati.

Sposterò i banner su un server americano, li renderò a prova di “ambiguità”, darò al banner una pagina tutta sua fuori da questo blog (se la merita) e scriverò a tutti i siti che si schierano dalla parte dei laici e a quelli che combattono per la libertà di espressione. Non che mi aspetti assistenza giuridica, non sono un martire e questo non è un grande caso. Ma mi basta il passaparola e l’indignazione di quanta più gente è possibile. Sono sicuro che se avessi il sostegno (anche solo verbale) di molte associazioni gli passerebbe la voglia di intimidirmi.

Il Burbero (via Illaicista)

July 21, 2008
Che schifo! Direbbe il poeta marxista (geniale!) Edoardo Sanguineti, “pena, pena piena, anzi pietà”. Ma questi personaggi, i professorini del Berlusconone, non erano considerati, “liberali”? O non erano sedicenti liberali? Ma sanno cos’è il liberalismo o siccome non lo hanno loro chiesto all’esame di Storia del Pensiero Politico si ritengono sollevati dal dovere di averne l’ancorché minima nozione? Tra le odiose, ripugnanti, vergognose, abominevoli e chi più ne ha più ne metta (se qualcuno ancora ne ha…) gabelle che ITA impone, insieme all’IRAP, alle accise sui carburanti, e a tutto questo violento pattume, questi cancheri privi di ogni moralità e logica, vi è perfino il canone RAI. Obbligati a pagare una tassa per un servizio estremamente superfluo, nel mondo di internet e di SKY; una vergogna immane. Per vedere stitici presentatori centellinare notizie in pessimo italiano, anzi in ITAliano, persone di dubbia cultura e onestà ancor più incerta, strapagati per raccontare edulcorate, iperfiltrate, tristi notizie di regioni assai più vive di quanto non appaia dai loro scarni bollettini: si guardi il TGVeneto, racconta veramente il Veneto, la Venetia? Diciamo la verità, dicono il falso. O porzioni sterili e parziali di vero. Per non parlare dell’immondizia propinata dalle RAI nazionali, per di più quando fanno “cul-tura”, RAI dis-Educational, una parata di cattedratici morti tenuti in vita artificialmente, forse più iti delle loro idee da manualetto anni sessanta (per le medie) che propinano in tono odiosamente pomposo, da cattedratici dell’Ottocento (mi immagino Carducci insegnasse così). “Pena, pena piena, pietà”. Ora, questo vogliamo dire chiaramente: NELLA VENETIA LIBERA NON VI SARA’ NESSUNA RAI, NESSUN CANONE, NESSUNA ACCISA SUI CARBURANTI AL 60%, NESSUNA IMPOSTA ODIOSA E VERGOGNOSA, SARA’ UN PAESE LIBERO. E QUESTO BASTERA’ ALMENO A FAR TORNARE IL SORRISO A TUTTI COLORO CHE SI APPRESTANO A VIVERE UN AUTUNNO DI PIANTO.

Nella Venetia libera

(l’indipendentismo veneto è l’unica cosa che attualmente mi tiene sveglio politicamente in questo sciattume piattume schifume italico)

io invece non riesco a non sentirmi da capo a piedi da una ben definita parte.
esaltare il dolore dei familiari dei soldati rapiti e poi ammazzati ed illusi di una loro prigionia sino al comparire delle bare al luogo dello scambio come una vittoria al pari della santificazione ad eroe di chi con ardimento e sommo sprezzo del pericolo ha fatto strage di civili inermi è ai miei occhi semplicemente ributtante al di là d’ogni possibile relativizzazione di sorta.
di fronte a questo scempio si proclamano feste nazionali, s’organizzano tripudi e trionfi, pubbliche cerimonie ed elargizioni di caramelle.
July 20, 2008
July 19, 2008
Repubblica.it ultimamente si sta superando
Repubblica.it ultimamente si sta superando
July 18, 2008
July 17, 2008
Oggi, al culmine di una settimana clamorosa in cui termini come “fondoschiena”, “sedere”, “natiche” e “didietro” sembrano esser stati banditi dal vocabolario del redattore onanista di Tgcom, l’articolo riassuntivo con il meglio della settimana si intitola “Lati B
July 16, 2008
E niente, Bolzaneto non era un lager, quelli di Bolzaneto non erano torturatori, a Bolzaneto non c’è stata una sospensione del diritto nè una sua violazione sistematica. A quanto pare ci sono stati soltanto singoli episodi. Una ventina di episodi. Concentrati in poche ore in un unico edificio. D’altronde sapete com’è, si strappa la mano a uno, proprio in quel momento capita di manganellarne un altro a centinaia e centinaia di centimetri di distanza, qualcuno fischietta canzoni d’altri tempi e da lì a costruire il teorema della caserma degli orrori è un passo.